Google Pixel 3A, Social

Ho “quittato” dai social, ecco come e le motivazioni

Social, una parola che ormai non si utilizza nemmeno più. Quante volte, quando andiamo a prendere il caffè al lavoro prendiamo il telefono e facciamo il solito movimento con il pollice. Quante volte? Troppo spesso. Magari anche quando siamo semplicemente in fila ad un ufficio postale. Prendiamo il telefono e il pollice inizia a scorrete dal basso verso l’alto.

Sembra quasi un movimento fatto ad hoc dai social network, quali Facebook, Twitter e ovviamente Instagram. Per utilizzarli con tutti e 3 devi fare sempre lo stesso movimento. A volte invece clicchiami solamente, e poi scorriamo verso destra e sinistra. Ecco, queste sono le storie di Facebook o Instagram.

Come ho fatto a “quittare” dai social?

P.s. un giorno vi spiegherò il perché di questo termine, ma qualcuno potrà capire bene.

Allora, a luglio 2019 ho dovuto cambiare telefono. Ho acquistato un Google Pixel 3a. Un bellissimo telefono, esteticamente è davvero figo e fa foto incredibili. Ma non sono qui per parlarvi di Google Pixel 3a. Io già sapevo che all’interno di Android 9 c’era la funzionalità del benessere digitale. Di recente so che è stata implementata una cosa simile anche su iPhone.

Questa funzionalità, che alla fine della fiera, non è altro che un’applicazione installata all’interno del nostro smartphone, ci permette praticamente di fare un’analisi dell’utilizzo che ne facciamo delle applicazioni, dividendole anche per categoria. Inoltre mi da anche un informazione molto importante: quante volte ho sbloccato il telefono.

Questa purtroppo è una funzionalità a doppio taglio, nel senso: spesso io utilizzo il telefono al lavoro per poter gestire le mail e rispondere a determinate altre mail. Adesso, essendo un semplice dipendente questo numero di sblocchi e di utilizzo di gmail nei giorni lavorativi non dipende sempre da me. Ma era giusto per fare una precisazione, perché potrebbe essere anche un caso simile il vostro, dove vi viene imposto di usarlo anche se effettivamente è il vostro dispositivo personale.

Social-App benessere digitale

Come vedete, dalle 7 di questa mattina ho già fatto 4 sblocchi del telefono e utilizzato l’applicazione della mia carta ricaricabile. Voglio specificare che di questo discorso parleremo più tardi.

Ma il succo non è in questa analisi che il telefono fa, ma il succo è come gestirete voi lo smartphone. Ad essere sincero mi sono imposto delle cose e adoro le sfide. Ho disinstallato Facebook e Instagram. Whatsapp? Volevo, ma sia per motivi familiari che lavorativi devo usarlo. Sfrutto anche Telegram ad essere sincero, quest’ultimo lo utilizzo per scambiare foto ad alta definizione con i miei amici.

Ma soprattutto ho anche disinstallato YouTube (in realtà disattivato dato che non è possibile disattivarlo). L’altro giorno stavo leggendo un articolo su WSJ (Wall Street Journal) dove si parlava che per colpa di YouTube molte trasmissioni americane hanno perso parecchie views. Però attenti bene, l’ho sostituito, con Ted. I Ted Talk sono qualcosa di incredibile, ma ne parleremo poi.

Benessere digitale: ecco due chicche super!

Mi sto già dilungando tantissimo ma voglio spendere qualche parola sull’app di benessere digitale. Comunque dovrebbe essere anche integrata in alti dispositivi Android 9.0, quelli stock sicuramente, Samsung e Huawei non ho visto sinceramente. Tornando a noi, una delle feature che apprezzo davvero tanto è la possibilità di utilizzare una modalità “non disturbare”. Io l’attivo dalle 22 in poi della sera fino alle 6 della mattina (orario in cui mi sveglio). Posso scegliere però di far squillare il telefono dai miei contatti preferiti (amici e colleghi di lavoro che spesso rimangono in panne in auto) e soprattutto mia mamma (che abita a 700 km da casa mia) sa che dopo le 22 se vuole dirmi qualcosa mi invia un sms o chiama.

Un’altra super chicca di questo Benessere digitale è il timer delle app. In pratica noi possiamo dire al telefono: “voglio utilizzare Facebook per 10 minuti al giorno”. Passati i 10 minuti nell’arco della mezzanotte alla mezzanotte successiva l’app non si aprirà. E’ un sistema che va utilizzato però intelligentemente. Io inizialmente mi davo degli obiettivi per l’utilizzo dei social sul mio smartphone.

Ecco tutto ciò che è rimasto: la mia Home

Perfetto, ma quindi cosa è rimasto sul mio telefono fra dato che le app ormai sono andate via? Partiamo dal presupposto che questa è la mia home:

Come potete vedere il mio sfondo è uno stupendo sfondo completamente bianco che da una sorta di “leggerezza” allo smartphone. Adoro il bianco e anche il mio Pixel 3a è bianco. Ma ciò che colpisce sono le due uniche cartelle. Al centro ho l’app telefono, la uso poco, ma è quell’app che nessuno è abituato a cercare perché le chiamate le facciamo sempre in modo rapido, e poi, anche per le emergenze. Insomma, il telefono lo voglio lì, un icona blu su schermo bianco e potrei cliccarla anche quando non potrei.

Ma parliamo delle due cartelle. La cartella S sta per sempre. Questo significa che lì dentro ci sono app che posso usare “sempre”, anche quando ho la pausa pranzo al lavoro (adoro Ted!). La fotocamera c’è anche perché quest’ultima la utilizzo spesso a lavoro e le note di Google Keep servono: veloce e intuitivo posso scrivere idee al volo e aggiungere uno sfondo diverso ad ogni nota, nonché dividerle in categorie.

La cartella Off è la cartella che posso usare quando sono “off”. Ovvero quando sono a casa, e la sera prima di andare a dormire. Feedly e Pocket lavorano in sintonia. Mi piace leggere e mi piace tenermi aggiornato su quello che accade intorno a me. Google Pay per me è fondamentale perché dimentico sempre la tessere dell’Esselunga per andare a fare la spesa e spesso lascio il portafoglio a casa. Su Google Pay ho le mie Fidelity Card e il mio bancomat che utilizzo con Android Pay. Chrome… non volevo usarlo. Però purtroppo avendo la versione “base” di Feedly non sempre di fa leggere l’articolo completo quindi mi viene in aiuto Chrome. Fra l’altro, anche per questo sono sulla stessa riga.

Foto la utilizzo tantissimo: adoro fare foto con questo smartphone e creare degli album online da condividere con i miei amici. Spotify lo uso solo la sera: mentre cucino mi piace ascoltare un podcast oppure semplicemente un po’ di musica. Ma odio trovarla, utilizzo sempre le Playlist di Spotify. Il Play Store c’è solamente perché voglio essere io a decidere se aggiornare o meno le applicazioni che ho sul mio smartphone. In questo modo ho la sensazione di avere di più il controllo del dispositivo stesso.

…Le app:

In totale non sono rimaste tante App. E’ rimasta Netflix, ma sullo smartphone segno solo i film e le serie da vedere nei Week-end, anche con gli amici. Sono presenti tutte le app delle mie due banche, della mia carta di credito e della mia carta ricaricabile. Questo perché se devo vedere qualcosa devo farlo subito, non posso andare un attimo sulla pagina Web dedicata. Poi c’è l’app del Telepass per vedere le fatture e basta. YouTube lo vedete presente, ma in realtà aprendola mi dice che non posso utilizzare l’app perché devo aggiornarla. Non è infatti proprio possibile disinstallarla, ma disattivarla (come ho fatto io) si. CamScanner c’è perché la uso una volta al mese per inviare dei documenti personali. Subito è presente in modo momentaneo: sto vedendo delle cose che non usavo, di solito non la uso.

Conclusioni

Questo alleggerimento dello smartphone ad essere sincero mi ha aiutato molto. Mi rendo conto che durante la mia giornata, soprattutto quando sono a casa, mi sento molto più libero. Sembra come se mi fossi liberato delle rate della macchina (non è così in realtà!). E poi, quando sei consapevole che non lo usi più semplicemente per perdere tempo lo guardi con un occhio diverso. Adesso è uno strumento utile, non un dispositivo di intrattenimento.

Se noi facessimo un calcolo veloce ci rendiamo conto di come questo mondo gira strano. Io perdevo circa un’ora e mezza al giorno davanti al telefono per (come si dice in francese) cazzeggiare. Facendo un calcolo veloce ci rendiamo conto che nel corso di un anno sono 450 ore passate davanti uno schermo. Non voglio stare qui a parlare di come possano danneggiare il nostro corpo le onde emesse da uno smartphone, e sono anche un po’ contro il fatto di usarlo in modo limitato lo ammetto. Ma questa è una sfida, una sfida che consiglio di fare anche a voi.

Adoro scrivere ed era da tempo che volevo mettere un progetto online tutto mio e fatto quasi interamente da me, programmazione a parte. Non è il miglior blog del mondo, sicuramente ci sono tanti di quegli errori che quasi non piacerà agli utenti, ma è un progetto mio dove sfogare le mie idee!
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